These Important Years

I miei anni ‘80

Seconda pelle

Pubblicato da Suedehead su 8 Maggio 2008

Conobbi Charlotte parecchi anni fa.
Ci conoscemmo in circostanze assolutamente fortuite e abitavamo in due città diverse. Entrambi eravamo reduci da una relazione finita molto male, e così, in un mondo all’epoca non ancora interconnesso, diventammo amici nella maniera più romantica che potessimo concepire: cominciammo a scriverci.
Una lettera ti obbliga ad essere sintetico e profondo, ti obbliga a concludere i discorsi che apri, a sviscerare i concetti. E una lettera non si scrive a chiunque. O almeno, io ho scritto lettere solamente a persone che consideravo speciali.
Ci scrivevamo anche tre lettere alla settimana, e parlavamo di tutto quello che ci capitava: di musica (anche lei era una fan accanita dei Cure e dei Joy Division), di cinema, dell’università, dei problemi che tutti e due stavamo attraversando, delle cose belle che ci succedevano, di noi. Capitava che ci telefonassimo, ma era senz’altro più bello scriverci. Dopo qualche tempo cominciammo a vederci. E ci innamorammo.
A lei sono legati alcuni dei miei ricordi più belli, per lei cominciai a suonare il basso con più dedizione e a scrivere musica. E a lei dedicavo le canzoni che scrivevo.

Non ho intenzione di riportare alla luce i motivi per cui ci lasciammo, la ragione principale probabilmente è che eravamo tutti e due troppo giovani e immaturi, e alle prese con problemi più grandi di noi.
Ma ancora pochi anni dopo, a lei pensavo quando ascoltavo Second Skin dei Chameleons, un gruppo che ho conosciuto - e di cui sono diventato fan - solamente grazie a lei.

Ecco, se la rincontrassi mi piacerebbe proprio raccontarle degli anni trascorsi, in cui niente abbiamo saputo l’uno dell’altra, ma mi piacerebbe anche ringraziarla di avermi fatto conoscere questo gruppo.

And when you fail to make the connection
You know how vital it is
Or when something slips through your fingers
You know how precious it is
Well you reach the point where you know
It’s only your second skin

E quando non riesci a mantenere un contatto
Ti accorgi di quanto sia vitale
O quando qualcosa ti scivola via tra le dita
e ti accorgi di quanto è preziosa
E arrivi al punto in cui tu sai
Che è solo la tua seconda pelle

I Chameleons sono una band splendida, ancora più splendida perché li considero una mia faccenda privata. Suonavano una new wave molto “classica”, non dissimile da altri gruppi come gli U2, ma a differenza di questi ultimi che già nei primi dischi concepivano il loro sound come un inno da stadio, i Chameleons hanno una dimensione molto più intima e personale. I testi di Mark “Birdy” Burgess (cantante e bassista) sono spesso criptici e anche se la sua voce non è sempre all’altezza, l’incastro delle chitarre di Reg Smithies e Dave Fielding è come acqua sul ghiaccio.

A detta di molti il loro disco migliore è il primo, dal titolo Script of the Bridge. Secondo me invece questo LP (come del resto il secondo, dal titolo What Does Anything Mean? Basically) manca di spessore - sono convinto che si siano affidati ad un produttore che non li ha compresi fino in fondo.
I dischi che assolutamente preferisco sono Strange Times (i cui brani migliori sono Caution, Swamp thing e Time) e soprattutto l’album - quello datomi da Charlotte - con le registrazioni per lo show di John Peel che contiene tutti i loro brani migliori suonati in maniera sincera e diretta: come la già citata Second skin, The fan and the bellows, Perfumed garden e P.S. Goodbye (che è una delle mie canzoni preferite in generale e con un titolo decisamente appropriato a questo post).

Strange Times John Peel Sessions

The Chameleons - Strange Times (1986) e John Peel Sessions (1990)

2 Risposte a “Seconda pelle”

  1. Seph Dice:

    Si…ma…insomma…non vi siete più rivisti? :’( La tua storia mi ha “immalinconito” non poco…

    p.s. e ora via a cercare qualcosa dei Chameleons!
    Ciao! :)

  2. Suedehead Dice:

    Ciao Seph ;)
    No, non ci siamo più rivisti…
    Chi non ha almeno una storia malinconica da raccontare…?

    Tante canzoni mi vengono in mente, ma forse la più adatta a Charlotte è A chain of flowers dei Cure:

    All I want is summer
    Stories from before
    Just like the day you tried to hide
    Behind the churchyard wall
    And fell asleep before I came…
    I found you
    In a chain of flowers
    Sleeping like a marble girl
    Sleeping in another world…

    Grazie per la visita :)

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