Siamo uomini o Devo?
Pubblicato da Suedehead su 30 Ottobre 2007
Il punk e la new-wave furono movimenti strabilianti per creatività e intelligenza, e diedero sicuramente modo di esprimersi a gruppi diversissimi che altrimenti sarebbero rimasti nell’ombra. Anche se ho sempre preferito la scena inglese, credo che sia giusto menzionare gli americani Devo.

Il nome del gruppo, così come la loro poetica, si basava sull’idea di de-evoluzione: che cioè la civiltà (e in particolare quella americana) non fosse in evoluzione ma stesse invece regredendo, riducendo gli uomini a cloni robotici e repressi. Tutto ciò era rappresentato nei loro lavori dall’uso spinto di ritmiche meccaniche, di strumenti elettronici - di cui alcuni realizzati in casa (furono anche tra i primi gruppi dell’epoca a dotarsi ben presto di sintetizzatori), look futuristic-nerd ed un modo di fare autoironico e goliardico.
Seguendo le recensioni di vari critici ho comprato il loro primo album Q: Are we not men? A: We are Devo! (prodotto da Brian Eno), un disco decisamente sghembo e non convenzionale per l’epoca e con canzoni magnifiche come Incontrollable urge, Mongoloid, Jocko Homo e una cover assurda di Satisfaction dei Rolling Stones.

Devo - Q: Are we not men? A: We are Devo! (197
Non ho ascoltato tutti i loro hit ma su Radio Nigel li passano spesso. Mi piacciono moltissimo Big mess e Girl U want (che poi è una specie di reinterpretazione di My Sharona). Mi ripropongo sempre di comprare una loro antologia, ma c’è così tanta musica da ascoltare…


2 Novembre 2007 a 21:53
… io mi ripropongo sempre di riascoltare qualche loro pezzo su YouTube, ma non ho mai tempo….
7 Novembre 2007 a 11:56
adesso ti tocca ascoltarli!
7 Novembre 2007 a 12:21
eh!
Al momento sono senza linea a casa, ti farò sapere appena la situazione sarà ripristinata