These Important Years

I miei anni ‘80

Volevamo essere gli U2?

Pubblicato da Suedehead su 3 Marzo 2007

Spero che la mia cuginetta preferita mi perdonerà se dico che non ho mai amato particolarmente gli U2. Ho tutti i loro dischi su vinile fino a The Joshua tree comprati più o meno quando uscirono, ma dopo i primi due album ad un certo punto mi sono reso conto di trovarli un po’ banali (li ho visti poi dal vivo nel 1993 e la mia opinione ha trovato ulteriore conferma, per quanto sia stato indubbiamente un bello spettacolo - forse solo un po’ pretenzioso). Recentemente però ho ascoltato Bullet the blue sky, e l’ho trovata una grandissima canzone. Tutto scorre.

Comunque, è pur vero che alcune canzoni degli U2 rappresentano dei veri e propri standard. Credo che parecchie generazioni di chitarristi bassisti e batteristi abbiano imparato a suonare sui pezzi degli U2; non so se sia ancora così, ma all’inizio degli anni ‘90 ogni qualvolta capitavi in un locale dove c’era un gruppo rock che suonava, potevi essere abbastanza sicuro di ascoltare almeno una Sunday bloody sunday, una Pride o una With or without you. A noi gli U2 non piacevano particolarmente, ma decidemmo ugualmente di montare qualche loro cover: era qualcosa che in fondo la gente si aspettava da un gruppo da pub, e un gruppo da pub deve cercare di intrattenere altrimenti fa poche serate – tristissima logica che gli aspiranti musicisti imparano a conoscere molto presto.
In particolare, Sunday bloody sunday ci veniva benissimo perché, sebbene fossimo davvero alle primissime armi, nel nostro gruppo avevamo lo straniero nella persona di N., il nostro bravissimo batterista italo-americano. E Sunday bloody sunday era proprio uno dei suoi cavalli di battaglia: quel gioco charleston-rullante era preciso identico a quello di Larry Mullen, nel suono e nell’intensità.

L’emozione della prima volta che sali su un palco è qualcosa che non dimentichi facilmente. Eravamo tutti molto nervosi e concentrati sui nostri strumenti, ma abbastanza confidenti in noi stessi come gruppo in quanto avevamo provato per mesi. Fu una esibizione gradevole e riuscimmo a infilarci anche un pezzo nostro – che fu accolto abbastanza bene.
Ma ciò che rese davvero indimenticabile quella serata fu che mentre V. si trovava proprio nel bel mezzo dell’assolo di chitarra di Sunday Bloody Sunday, un tipo si avvicinò al palco e cominciò a tirarlo ripetutamente per la manica urlando: “Scusami, è tua la Y10 parcheggiata qua fuori?”. Non ho mai capito come V. sia riuscito a terminare l’assolo senza sbagliare.

Sarei curioso di sapere se a The Edge sia mai accaduta una cosa simile.

U2 - Sunday bloody sunday (secondo me è inutile dirlo, comunque la trovate su War del 1981 e, immagino, nei vari live, bootleg, antologie, edizioni per collezionisti, cofanetti, omaggi per il fan-club, picture disc celebrativi, remix, intercettazioni ambientali di Bono che canta sotto la doccia, ecc. ecc.).

War

2 Risposte a “Volevamo essere gli U2?”

  1. miki64 Dice:

    U2: la penso come te, forse peggio.
    Non li ho mai amati, per i miei gusti sono sopravvalutati.

  2. Suedehead Dice:

    Mah, hanno più o meno da sempre avuto la tendenza a trasformare tutto in un inno…
    Poco intimi, un po’ troppa scena… ;)

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