Cinque pensieri sui Police
Pubblicato da Suedehead su 25 Febbraio 2007
Uno
Presi la mia prima cotta quando ero alle medie, all’età di 11 anni. La ragazzina in questione, seppur gentilmente, mi rifiutò. Il dolore – relativo – che potei sentire all’epoca fu sicuramente acuito dalla soundtrack che mi scelsi per l’episodio, Every breath you take.
Due
Vacanza all’Isola di Wight, a metà del bel decennio. L’autobus ci riportava a casa, per quella strada dalla bellezza un po’ malinconica, immersa nella brughiera. In lontananza cominciavano ad accendersi le luci delle case, mentre il sole tramontava dietro le nuvole scure. Nel mio walkman AIWA suonava Secret journey, e pensavo spesso a come in quell’autobus mezzo vuoto, in una terra estranea e magica, anche io stessi compiendo il mio viaggio segreto.
Tre
Interrogazione di greco al ginnasio. Turni pomeridiani in una classe gelida a gennaio. Febbre a 39, che mi appanna completamente i sensi. La ragazza interrogata insieme a me sbaglia il paradigma di un verbo irregolare e viene mandata via, al suo posto, in lacrime. Nella mia mente, l’assolo di chitarra di King of pain.
Quattro
A metà degli anni ‘90. Sono uscito dall’ufficio, piove e sono senza ombrello. Scorgo alla fermata quella mia collega carina. Anche lei mi vede e mi aspetta sorridendo – lei l’ombrello ce l’ha. Le parole di Every little thing she does is magic:
“Do I have to tell the story
Of a thousand rainy days since we first met
It’s a big enough umbrella
But it’s always me that ends up getting wet“
“Devo raccontare la storia
Di un migliaio di giorni di pioggia dal nostro primo incontro?
L’ombrello è abbastanza grande
Ma sono sempre io che finisco per bagnarmi”.
Cinque
Gennaio 2007. Riascolto Sinchronicity II e l’arpeggio della chitarra sul ritornello mi mette letteralmente i brividi. Forse i Police si riuniscono, ma non sarà mai la stessa cosa.
Dei Police secondo me va ascoltato tutto (compresi live ufficiali e tutti i bootleg che trovate). Se proprio devo scegliere:
Ghost in the machine (1982)
Sinchronicity (1983)
In questi due dischi sono presenti tutte le canzoni che ho citato.



25 Febbraio 2007 a 11:35
Beh.. .di tutti i gruppi musicali che hai citato finora, i “Police” per me sono i migliori.
25 Febbraio 2007 a 20:17
Sicuramente i più famosi
26 Febbraio 2007 a 21:33
E’ bella la musica che ti accompagna e risuona in testa, che si fonde con la tua vita e ti senti meno solo, perché almeno chi ha scritto il brano la pensava come te…
Grazie per i due album consigliati!
Ciao,
Giovanni aka “gisluz”
26 Febbraio 2007 a 23:20
Anche tu un “collega” delle 4 corde?
Ti consiglio di ascoltare (se non la conosci già) The bed’s too big without you da Reggatta de blanc
Ciao e grazie!
27 Febbraio 2007 a 11:39
Non ho mai amato particolarmente i Police, ma suonando la chitarra non potevo esimermi dall’imparare i loro pezzi, anche perchè la formazione basso-chitarra-batteria si prestava alla perfezione al coverismo giovanile. Credo che la mia performance di Roxanne sia stata una delle peggiori della storia del R&R
Mi esdaltava la poppissima Every little thing she does is magic, usata come sigla di un programma per ragazzi pomeridiano di Rai 1 (allora si chiamava il primo canale oppure ‘o nazionale)
27 Febbraio 2007 a 11:50
La trasmissione era Happy Circus, condotta da Sammy Barbot (mi pare ci fosse anche Federica Moro ma non so se era l’anno in cui c’era la sigla dei Police…
Ma come facevi a NON amare i Police…?
27 Febbraio 2007 a 20:45
“Happy Circus”…. è vero! Quanti ricordi!