Lavori in corso
Pubblicato da Suedehead su 22 Febbraio 2007
Spero che qualcuno dei miei pochi lettori ricordi ancora i Men at work, un gruppo che emerse dall’Australia all’inizio degli anni ‘80; facevano una new wave orecchiabile e rassicurante, ma sincera e per niente stupida. Improvvisamente arrivarono ai primi posti nelle classifiche di mezzo mondo, anche in Italia: la RAI dedicò loro un servizio speciale di più di un’ora (con un loro concerto) e addirittura su un numero di TOPOLINO mi ricordo un’intera pagina dal titolo “Men at work: il rock dei canguri è balzato anche in Italia” (o qualcosa del genere).
Una loro canzone, Who can it be now? fu per diverso tempo la sigla del programma Popcorn condotto da Claudio Cecchetto (che vedevo assiduamente tutte le sere prima di cena).
All’epoca del loro successo io non avevo nemmeno il giradischi ma solo lo stereo a cassette (quanti di voi sono stati dei cassettari negli anni ‘80?) e ci facemmo registrare il disco Cargo dal nostro amico A., già allora un patito di hi-fi. Chissà che fine ha fatto quella cassetta… Il pezzo che preferivo in assoluto era Overkill.
Ancora oggi canzoni come Down under e la già menzionata Who can it be now? vengono passate sui circuiti radiofonici nazionali da nostalgici DJ, ed è sempre un piacere ascoltarle.
Men at work – Overkill
La trovate su Cargo (1983)



27 Febbraio 2007 a 11:35
Qualche anno fa in un episodio di Scrubs il cantante dei MAW compariva nei pensieri di JD con la chitarra ad intonargli una struggente ballata che somigliava a Who can be now ma non lo era. Segno che negli USA ancora si ricordano di questi canguri.